Teherannia 

   

Arriviamo con le prime luci dell’alba al terminal dei bus e ci ritroviamo ad aspettare insieme a pendolari e militari la prima metropolitana della giornata. Nonostante ci fossimo informati sulla divisione in base al sesso dei vagoni, sfruttiamo il fatto di essere turisti (per i quali vige una leggera anarchia) e saliamo insieme nel vagone uomini. Non che le mogli non possano salire con il proprio marito ovviamente, ma in questo caso, come avremo modo di notare più avanti, l’uomo funge da scudo umano camminando dietro la propria compagna e creando una barriera con le braccia rigide, cosa del tutto impossibile considerando il fatto che noi sulle spalle abbiamo gli zaini. 

  

Ad ogni modo, anche se questa è solo la punta dell’iceberg di problemi veri che esistono in questo paese, vogliamo prendere la cosa sul leggero e osservare un buffo effetto collaterale di queste regole in fatto di morigeratezza: l’obbligo per le donne di coprirsi i capelli, tenere coperto il corpo e non mostrarne troppo le forme ha creato un accanimento sull’unica parte scoperta, ovvero il viso. I nasi rifatti che sembrano rampe di lancio sono all’ordine del giorno, il trucco è pesante, le sopracciglia disegnate e ai nostri occhi sembra di vedere tante porno attrici vestite da suore. 

Benvenuti nella capitale delle contraddizioni! 

    

I murales che circondano l’ex ambasciata americana
  

      Le giornate scorrono tra un’ambasciata e l’altra, riusciamo finalmente ad ottenere il visto per il Turkmenistan e per la Cina, e nei momenti di attesa percorriamo un’infinità di chilometri a piedi. Teheran è bella, con un sacco di parchi e zone verdi, ma allo stesso tempo frenetica e con un inquinamento che ti si attacca alla gola. Potrebbe avere tutte le carte in regola per sembrare una qualsiasi metropoli moderna ma è impossibile passare una giornata senza pensare alle assurdità di questa dittatura religiosa.

      

 

Golestan Palace
 
Golestan Palace
 
 
Il nostro host Omid nel ristorante Hani Parseh, un self service incredibile. Abbiamo assaggiato per la prima volta il Kashkbademjan, un piatto a base di melanzane aglio e “Kashk”
 

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