Un tuffo al cuore (e nel mare)

Contrattazioni su contrattazioni, una guerra all’ultimo dollaro, ma alla fine ci siamo. Questa la squadra in partenza per l’Aral sea, o almeno per quello che ne resta: i due baschi incontrati a Khiva -Ivan e Ales-, Vladimir in tenuta mimetica e un crocifisso d’oro al collo, la sua Uaz e noi.  
   Munyak è il punto di partenza: un villaggio di pescatori in mezzo al deserto. 
Il cartello di benvenuto con il disegno di un pesce, le ringhiere in ferro con le sagome delle ancore, l’atmosfera rilassata e i colori delle case farebbero presagire di essere in una città portuale ma (laddove) dove la vista dovrebbe essere ripagata e rinfrescata dal blu del mare si perde a vista d’occhio una distesa polverosa di arbusti secchi e vecchie navi arrugginite. 
 Impotenza e incredulità. Il vano tentativo dell’uomo di sopraffare la Natura ha la faccia di un disastro ecologico di enorme portata. 

Iniziamo a percorrere gli ormai 180 km di sterrato che separano il villaggio dal mare senza la minima idea di quello che ci aspetta. (Abbiamo smesso da un po’ di guardare immagini su google per non rovinarci la sorpresa)
Nel primo tratto in mezzo al nulla e nel bel mezzo di una tempesta di sabbia si distinguono in lontananza trivelle e le fiammate di sfogo delle centrali di estrazione del gas. Man mano che avanziamo l’orizzonte si fa ampio, migliaia di conchiglie sul suolo e davanti a noi un’immensa falesia – un tempo scogliera – sopra la quale si estende l’altopiano dello Urtyurt Plateau che arriva fino al Caspio. 

Vladimir impone una pausa degna di questo nome: cetrioli pomodori e vodka! (Kuçuk kuçuk !!)

 Dopo altri 80km – e qualche imprevisto – finalmente lo vediamo; azzurro, sopravvissuto e indomito.  

       

 Il vento batte forte e i granelli di sabbia sono spilli ma la tentazione è troppo forte. Via i vestiti e lasciamo che l’acqua salatissima ci tenga a galla come tappi di sughero.    Siamo solo noi, km e km di nulla nessuno. Mangiamo sardine in scatola e beviamo vodka, sopra di noi un mare di stelle. 

        

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5 risposte a "Un tuffo al cuore (e nel mare)"

  1. Un cielo cosi stellato mi ha portato indietro di 60 e più anni quando anche qui potevo vedere tante stelle brillare insieme alla Via Lattea….bellissima foto ragazzi…fa sognare..

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  2. Finalmente trovare in un -finalizzato- , quanto desiderato viaggiare , un^ immagine tanto pregnante l^ averla fissata e trasmessa a quanti seguono il vostro lungo percorso , ci unisce nella contemplazione -riaffiorano nel silenzio ricordi e sogni….E come dice il poeta -….il naufragar m^ è dolce in questo mar……

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